La storia del Walkman e come convertire in MP3 le vecchie musicassette

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Erano gli anni dei primi movimenti giovanili, gli anni dove i “giovani” cominciavano a ribellarsi alla cultura patriarcale, dove i genitori, reduci da un periodo dove tutto era negato, cominciavano a concedere ai propri figli quasi tutto.

Un epoca che ha visto molte rivoluzioni e molte novità. Passando dal televisore in bianco e nero, ai primi modelli a colori. Dove il telecomando rimpiazzava il compito dei più piccoli (o in alcuni casi delle mamme) di cambiare con i pulsanti la frequenza dei pochi canali (non come oggi) che si potevano vedere.

Ed è in questo periodo che ha preso vita il primo Walkman della Sony. Il primo dispositivo (pesantissimo) che si poteva trasportare ed usare anche in due per ascoltare la propria musica preferita su musicassetta o utilizzarlo, grazie al tasto dedicato, in una sorta di “interfono” e comunicare così tra le due cuffie.

Un dispositivo che ha visto molte evoluzioni, molti modelli. Sostituito piano piano dai lettori CD, il tentativo del lancio del MiniDisk, fino al tracollo, alla chiusura del “Walkman Project”.

Sony non calcolò il potere dell’MP3 e con l’arrivo dei primi iPod e lettori MP3, l’MP3 ha ucciso definitivamente il Walkman. Un prodotto che è durato poco più di 10 anni, con una invasione del mercato incredibile.

Oggi vediamo qui un apparecchio del tutto simile ad un vecchio Walkman creato per codificare le proprie musicassette in formato MP3.

I nastri vecchi, musica non ritrovabile in rete, con questo apparecchio si potrà convertirla in modo facile e senza troppi problemi.

La qualità come sarà? Un piccolo spoiler, lo streaming audio è meglio ma scoprite nel video perchè.