Oscurato VCast

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 vcast.jpgSemaforo rosso da Mediaset a Vcast. La società di Cologno Monzese ha diffidato popolare sito da cui è possibile ‘videoregistrare’ on line le trasmissioni televisive preferite anche contemporaneamente, impostando l’ora e il canale.

"Abbiamo ricevuto la diffida il 12 settembre scorso – ha detto a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos, Stefano Rogna tra i fondatori di Vcast – e subito abbiamo tolto la possibilità di videoregistrare i canali Mediaset. Peccato. Eravamo ancora in una fase sperimentale, il servizio Vcast è nato a giugno e ha avuto subito un notevole successo. Oltre 45 mila contatti con una media di crescita di 500 nuovi utenti al giorno".

"L’abbiamo fatto – ribattono dai vertici Mediaset – per tutelare i nostri diritti e i contratti che abbiamo con terzi". D’altronde l’azienda milanese vende sul suo sito Rivideo
la registrazione delle fiction a poco meno di due euro e a tre le
partite di calcio. Non solo, ma sempre dalla ‘fucina di Mediaset’ nasce
Fivestore, dove è possibile acquistare l’intera collezione del programma preferito.

Vcast, che è ancora in fase sperimentale, permette di
registrare il proprio programma tv preferito, scaricarlo sull’iPod, sul
telefonino o sull’AppleTV. Per ora continua ad avere a disposizione
tutti i canali Rai, La7, Mtv, SportItalia, All Music e canali stranieri
dedicati all’informazione 24 ore su 24, come la Bbc World.

"Noi abbiamo anche chiesto di incontrare i rappresentanti di Mediaset – ha aggiunto – per arrivare a un accordo, ma non hanno accettato. Non crediamo di aver leso i loro diritti, perché la videoregistrazione resta personale e non viene condivisa.
E’ un po’ come a casa con il Vhs, si imposta la videoregistrazione per
non perdere il proprio programma preferito con qualche possibilità in
più. Creare il proprio palinsesto quasi fosse una tv personalizzata,
una tv on demand".


Intanto la notizia ha fatto il giro della rete. Dalle piazze virtuali dei blog si è arrivati a firmare una vera e propria petizione e le adesioni fioccano da ogni parte del Paese.

"Noi andiamo avanti con gli altri canali – conclude Rogna – la prendiamo con filosofia. D’altronde è successo lo stesso in passato con l’avvento dei Vhs".

Nella metà degli anni Settanta la Betamax ha
fatto uscire un videoregistratore a cassette, chiamato Betamax, facendo
arrabbiare le case di produzione cinematografiche. Il Betamax
introduceva al grande pubblico la possibilità di registrare
‘time-shift’, cioé registrare un canale tv, mentre se ne guarda un
altro.

L’Universal e la Disney citarono in tribunale la Sony e il processo finì a metà anni Ottanta con una sentenza della Corte Suprema ormai famosa.

In pratica stabiliva che una società non
poteva essere considerata responsabile dell’utilizzo di una tecnologia
che ha svariate applicazioni, tra le quali anche quella ‘poco lecita’
di infrangere il copyright
.