Haarp

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Ad alimentare i sospetti c’è anche il fatto che il progetto è inserito nel programma sui nuovi armamenti tecnologici che fa capo alla Difesa Strategica statunitense.


Ovviamente il pensiero corre agli eventi estremi che hanno recentemente
sconvolto alcune aree del pianeta piuttosto sensibili per gli interessi
geostrategici americani: tifoni di particolare violenza nei Caraibi – leggi "Cuba" e "Venezuela" – alluvioni e tempeste di neve in Cina.
 

E la storia insegna che il clima ha un forte impatto sulla politica interna di uno Stato, i disastri generano perdita di risorse economiche, destabilizzazione e guerra di tutti contro tutti per la sopravvivenza


Ma siamo nella fantascienza.
 

Più corretto è ricordare che fino alla convenzione Onu del 1977 contro le modifiche ambientali, le maggiori potenze avevano fatto ricerca sull’alterazione del clima per scopi bellici. Da qualla data in poi non si sa che direzione abbiano preso gli studi militari. Si sa invece con certezza che la ionosfera è studiata da parecchie nazioni, tra cui la Russia e i Paesi europei raccolti nel consorzio Eiscat (European Incoherent Scatter Radar ) con Cina e Giappone.
 

Va anche ricordato che di recente la Federazione Scienziati Americani ha ammesso un "uso militare" di Haarp, orientato però solamente a operazioni di "ricognizione speciale".
 

Di che si tratta? Pare che modulando i segnali radio in frequenza molto basse, sia possibile vedere cosa succede sottoterra, identificare bunker, nasconsigli, infrastrutture.
 

Non solo. Haarp può potenziare le telecomunicazioni usando frequenze radio molto basse ma può anche inibirle.

Un suo utilizzo militare potrebbe quindi consistere nel mettere fuori uso il sistema di telecomunicazioni del nemico.